Le Iene: nona puntata del 29 marzo 2012 – Video

Nono appuntamento ieri, giovedì 29 marzo 2012, in prima serata  su Italia 1, con “Le Iene”, lo show più irriverente della tv, condotto da Ilary Blasi e Enrico Brignano. Anche in questa puntata servizi esclusivi, inchieste scomode e le mitiche interviste dei dissacranti e ironici incursori in completo nero più famosi della tv. Tra i servizi della puntata:  Nino Frassica con la complicità delle Iene sparge il caos sui set di alcune produzioni cinematografiche e televisive. Nadia Toffa fa luce su alcune presunte irregolarità di un sito di poker online e Filippo Roma letteralmente preso per i capelli dall’On. Gabriella Carlucci.

Nel corso della puntata è stato mandato in onda un servizio che mostra uno scontro piuttosto violento fra Gabriella Carlucci  e Filippo Roma. L’inviato delle Iene è sceso fino in Puglia, più precisamente nel Comune di Margherita di Savoia nel quale la Carlucci è primo cittadino, per chiederle informazioni in merito ad una sentenza di un Giudice del Lavoro che la condanna a pagare 13 mila euro ad una sua ex assistente parlamentare, pagata in nero per due anni. Roma sottopone all’attenzione dell’Onorevole anche le dichiarazioni fatte da Rocco Castagna, che sostiene di aver lavorato per ben 4 anni alle dipendenze della Carlucci senza ricevere nemmeno un euro. Per comprovare la veridicità delle sue affermazioni, la Iena raccoglie le affermazioni di diversi altri assistenti parlamentari tutt’ora in attività, che confermano di conoscere Castagna. Lo stesso Castagna mostra, inoltre, il tesserino rilasciatogli per entrare nella segreteria politica di Gabriella Carlucci.

L’onorevole Carlucci però non gradisce le domande su questo tema ed ha una reazione scomposta afferrando per i capelli l’inviato delle Iene all’interno del municipio di Margherita di Savoia mentre una seconda persona, probabilmente un dipendente del Comune, cerca di oscurare la telecamera che riprende la scena con una giacca.

Nadia Toffa fa luce su alcune presunte irregolarità di un sito di poker online con dominio “.com” denunciate alla Iena da un giocatore, nonché ex-agente del sito stesso. Non tutti gli appassionati sanno, infatti, che solo i siti di giochi con dominio “.it”, in cui si puntano soldi veri, sono controllati e approvati con il marchio AAMS (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) che regola in Italia il comparto del gioco pubblico attraverso una verifica costante dell’operato dei concessionari. L’intervistato afferma che il sito in questione (che conta oltre 3000 giocatori per un fatturato di 10/15 milioni di euro al mese) in realtà incrementa i propri introiti grazie a vere e proprie scorrettezze. Tra queste l’utilizzo di finti giocatori, in realtà programmi che puntano ad intervalli regolari come se fossero persone in carne ed ossa e, soprattutto, la possibilità per i gestori del sito di poter visionare tutte le carte dei giocatori al tavolo virtuale, come se fossero scoperte, falsando così le partite. Per dimostrare quanto detto, l’uomo mostra una partita a due con un altro pokerista online del quale è in grado di vedere, in ogni momento, le carte.

Angela Rafanelli accende i riflettori su un’ordinanza del 2005 che l’allora Sindaco di Verbania aveva firmato per limitare l’utilizzo delle slot-machine e dei giochi a premi nel comune dalle ore 15.00 alle ore 22.00. Alla base della decisione presa dal primo cittadino c’era la volontà di tutelare le fasce più deboli della popolazione come gli studenti che spesso “bigiavano” la scuola per giocare (benché sia espressamente vitato ai minorenni) o i pensionati. Ora la società che gestisce nella zona tali macchinette ha vinto il ricorso al Tar di Torino, estendendo l’orario di utilizzo di tali giochi a discrezione degli esercenti e chiedendo, inoltre, un risarcimento al comune di Verbania per i mancati guadagni seguiti all’ordinanza comunale, di 1.350.000 euro. Alla base della sentenza del tar sembrerebbe esserci una vecchia legge del 1931, che valuta il gioco come una questione di sicurezza e ordine pubblico e non una questione sanitaria, benché da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritenga il gioco d’azzardo problematico come una vera patologia.

Mauro Casciari indaga su una nota azienda multinazionale del videonoleggio, la cui succursale italiana è in liquidazione. La Iena racconta che a casa di oltre 60.000 clienti (e non) sono giunte richieste di pagamento per un totale di 3 milioni di euro senza che fosse indicata alcuna motivazione, con minacce di azioni legali in caso di mancato versamento. Casciari raggiunge, quindi, il liquidatore della società per avere delucidazioni in merito alle strane lettere recapitate…

«La tentata truffa alla Roma»

Sempre ieri è andato in onda il servizio di Calabresi della tentata truffa ai danni del direttore generale Franco Baldini e del consigliere d’amministrazione, Mauro Baldissoni, su cui è stata aperta un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma.

Come riferisce l’ANSA, sulla base di quanto è stato tramesso da “Le Iene”, il programma di Italia 1, nel registro degli indagati sono finiti i nominativi del giornalista Roberto Renga, del figlio Francesco, e di due conduttori radiofonici, Giuseppe Lomonaco e Mario Corsi.

CASCIARI: Blockbuster - Video

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REFANELLI: Slot machine e minori - Video

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ROMA: Assistenti della Carlucci - Video

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Le Iene: puntata del 29 marzo 2012 - Video

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