Le Iene: quarta puntata del 23 febbraio 2012 – Video

Quarto appuntamento, ieri, giovedì 23 febbraio 2012 su Italia 1 con “Le Iene”, lo show più irriverente della tv, condotto da Ilary Blasi, Enrico Brignano e, per l’ultima volta, da Alessandro Gassman che a partire dalla prossima settimana lascerà la conduzione alla nuova Iena Claudio Amendola. Anche in questa puntata servizi esclusivi, inchieste scomode e le mitiche interviste dei dissacranti e ironici incursori più famosi della tv.

Tra i servizi della puntata, dopo le polemiche che hanno coinvolto Adriano Celentano e il direttore di “AvvenireMarco Tarquinio, le Iene intervistano il giornalista che rivolge un appello al Molleggiato. Ecco uno uno stralcio dell’intervista.

Iena: Cosa ha pensato quando Celentano ha detto a Sanremo che Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente?
M.T.: Che stavo prendendo un abbaglio, che non poteva essere vero.
Iena: Dov’era?
M.T.: Ero davanti alla televisione… francamente, posso dire? Mi aspettavo una qualche critica. Però un conto è criticare, un conto è dire mettiamoci una pietra sopra.
Iena: Ma lei cosa aveva detto a Celentano?
M.T.: Che lui era stato geniale e guascone come sempre. Era riuscito a spuntate ben 300mila euro a serata dal servizio pubblico radiotelevisivo per la sua apparizione a Sanremo. Ho detto che forse la Rai poteva darsi altre priorità.
Iena: Secondo lei Celentano se l’è presa per questo?
M.T.: Forse se l’è presa per questo e perché ho detto che probabilmente della sua beneficenza si sarebbero giovati più gli sponsor dei beneficiari. Io sono uno di quelli che ha imparato che quando uno fa il bene lo fa nel nascondimento, come si dice, senza farlo sapere
Iena: Ci può essere un’altra ragione?
M.T.: Può darsi che quando uno arriva davvero nella fase terminale della propria vita si faccia delle domande molto incalzanti su quello che lo aspetta dopo. E forse cerca delle risposte. Io per questo ho trovato il suo discorso interessante. Curioso che abbia rimproverato a noi di non contribuire a cercarle queste risposte.
Iena: Perché vi ha detto che siete ipocriti?
M.T.: Ha detto che siamo ipocriti e inutili. Io francamente non mi sento inutile e penso che non siamo ipocriti perché diciamo delle cose controcorrente in un paese dove sembra ci sia il pensiero unico.
Iena: I telespettatori di Celentano, questi 16 milioni di persone che hanno ascoltato il suo discorso, secondo lei, hanno capito perché ce l’aveva tanto con voi?
M.T.: Secondo me non del tutto
Iena: Cosa hanno capito?
M.T.: Hanno capito che Celentano ce l’aveva con Avvenire e Famiglia Cristiana. Mi dispiace che l’unica spiegazione che io so darmi della non quadratura del cerchio, sia una spiegazione piccola piccola…

Iena: Cioè?
M.T.: Cioè aver detto che 300mila euro sono troppi per un’apparizione. 300mila euro sono, ad essere generosi, 15 anni di un lavoro di un metalmeccanico… deve lavorare 15 anni per guadagnare quello che Celentano ha preso in una sera, anche se poi lo da in beneficenza.
Iena: Solo voi avete criticato Celentano?
M.T.: Ma non credo, altri lo hanno fatto.. Sicuramente lo ha fatto Aldo Grasso.
Iena: Senta, Celentano vi contesta che nel vostro giornale non parlate di Dio. Ne parlate di Dio voi?
M.T.: Io dico che Dio parla attraverso le persone delle quali raccontiamo la storia.
Iena: Questo è l’Avvenire di oggi (viene data a Tarquinio una copia del giornale n.d.r.). Dov’è che parlate di Dio?
M.T.: (ride) Intanto c’è una rubrica intestata… guarda caso il titolo è “Solo Dio basta”
Iena: Tornando alla polemica, chi in questa polemica si è schierato con Celentano?
M.T.: Penso alcune persone che hanno trovato comunque assennato il suo richiamo a ritrovare una dimensione spirituale più profonda. Oppure altre che hanno trovato affascinante la sua attenzione alle ingiustizie economiche e sociali. Curioso che lui abbia parlato di miliardi di armamenti che sarebbero stati imposti alla Grecia dalla Germania e da altre potenze europee, il giorno dopo che noi ne avevamo trattato in un editoriale di prima pagina.
Iena: La Rai come si è comportata in questa situazione?
M.T.: La Rai ha avuto due velocità. C’è chi si è reso conto che il servizio pubblico era stato usato male e chi ha guardato solo l’indice degli ascolti.
Iena: Lei di cosa si è reso conto?
M.T.: Io per esperienza posso dire che quando ero davanti, in diretta, dico quello che ho provato io, davanti alla televisione non credevo alle mie orecchie quando sentivo quello che stava dicendo Celentano e ovviamente non ero d’accordo con lui, però ero uno dei numeri che guardavano e questo sembra dare ragione a quello che ha detto Celentano, ma così non è.
Iena: Senta, lei che idea si è fatto su Celentano?
M.T.: È stato uno straordinario compagno di strada di tanti italiani con delle canzoni che hanno fatto pensare, hanno fatto innamorare, hanno aiutato a pregare, soprattutto lui ha fatto ballare; ha fatto ballare i cuori, le teste… tutto questo dice che è uno capace di unire.
Vederlo che diventa bravo a dividere, penso che in questo momento non abbia molto senso.
Iena: Le è piaciuta la sua canzone “Cambia il mondo?”
M.T.: È straordinaria
Iena: Se la ricorda?
M.T.: (Intona il ritornello)
Iena: Celentano va perdonato o condannato?
M.T.: Io non condanno mai nessuno, nel senso che penso che per tutti ci sia la possibilità di rimettere a posto le cose
Iena: Quindi l’assolviamo o…
M.T.: Ma io lo aspetto alla prova. La prossima volta che ci occuperemo di quelli che non hanno voce, unisca la sua voce alla nostra e io non ho niente da perdonargli, ho soltanto da dirgli “riconosci che possiamo fare delle cose insieme, perché dobbiamo farle contro?”

A seguire, una divertente intervista della Iena Jacopo Morini, “ambientata nel futuro”, più precisamente tra quarant’anni, al portiere della Juventus Gigi Buffon. Il numero 1 della Nazionale Italiana, dopo essere stato “invecchiato”ad arte, si è prestato al gioco rispondendo alle domande della Iena:

Riguardo al su ex c.t. Marcello Lippi:

“Marcello è stato il massimo per me. Sinceramente è la persona che porto nel cuore”

Poi gli è stato chiesto: dove hai finito di giocare?:

“A livello proprio agonistico nella Juve, però insomma anche gli ultimi due anni in America e l’ultimo in Cina sono stati delle esperienze di vita molto importanti. Avevo quarant’anni quando ho smesso”

Riguardo al suo ricordo più bello:

“Sicuramente il Mondiale 2006 con quella cavalcata pazzesca”.

Per scoprire il contenuto di tutti gli altri servizi andati in onda non vi resta che guardare i video dopo il salto.

IN AGGIORNAMENTO.

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